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Una stella su Milano

Si è appena conclusa la fashion week di Milano e articoli, critiche e commenti stanno invadendo web e carta stampata. Ognuno dice la sua e tutti descrivono minuziosamente le proposte dell’uno o dell’altro stilista concordando che la sfilata più glamour è stata quella di Versace, show omaggio allo stilista, conclusa con l’apparizione delle fab5  model anni ’90 ancora splendide e più top che mai.

La stampa estera ha il suo culmine nel commento di Vanessa Friedman, critica di moda del New York Times, concorda che non è stata una Settimana della moda particolarmente brillante o decisiva: «Milano non è mai stata una città della moda intellettuale: di decostruzione e concettualismo si occupano Parigi e Londra. Ha più a che vedere con la gratificazione immediata di tessuti straordinari e con le scollature profonde. Ma alla fin fine quei vestiti alleggeriscono il tuo modo di stare al mondo, ti danno una sensazione di possibilità, o forza, o protezione, dipende da quel che ti serve al momento. Non espongono una filosofia. Hanno uno scopo: fosse anche solo creare una coerenza visiva in un tempo caotico».

Questo commento potrà essere anche vero ma noi, da buone Milanesi di parte fashion addicted,

siamo comunque dell’idea che Milano, più di tutte le altre città della moda, possiede quel potere sfavillante e quella modernità unica che unite alla bravura indiscussa e alla storia dei nostri stilisti, rende la settimana della moda un evento unico a  cui è bello partecipare e tutto sommato, l’idea di una moda reale, che in qualche modo, citando nuovamente Friedman “…alleggeriscono il tuo modo di stare al mondo” a noi comune mortali non dispiace.

Come redazione abbiamo avuto la possibilità di partecipare ad alcuni eventi ma quello che ci ha davvero affascinate è stato passeggiare per le strade, curiosare all’interno degli  show room , osservare i look più incredibili e stravaganti, circolare per le nostre strade conosciute ma allo stesso tempo trasformate da una folla di bellissima gente, il farsi largo tra mille fotografi e incappare quasi per caso in una delle nostre attrici preferite all’ingresso della sfilata Armani. E’ così che per caso è avvenuto il mio incontro con l’attrice da oscar Cate Blanchett, testimonial per Armani e ospite d’onore  alla sua incredibile e colorata  sfilata al Silos di zona Tortona: bella, sorridente con una classe innata è arrivata in uno splendido tailleur Armani dai colori caldi e dalle linee morbide ed è stato subito chiaro a tutti chi fosse in quel momento la vera stella che brillava nella nostra Milano.

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