Mercatini di Natale: una bella esperienza con qualche ma…

Le persone si dividono sostanzialmente in due categorie: quelle che amano il Natale e quelle che lo detestano. Difficile trovare la via di mezzo, quelli che lo accolgono tiepidamente, in un senso o nell’altro, sono davvero rari.
Io, e come me tutte le colleghe wedding planner, adoro il Natale , ne sono pazzamente innamorata, per noi che svolgiamo questo lavoro è il periodo più bello dell’anno. Perché? Perché ci permette di dare libero sfogo alla nostra creatività e all’impulso decorativo che giace più o meno latente dentro di noi. Il Natale ci fornisce insomma una scusa per addobbare a festa le nostre case.

Ma, a prescindere da questo, il Natale è gioia e calore, è convivialità e stare insieme.
Uno dei tanti modi per iniziare a vivere appieno il clima natalizio sin da fine novembre/primi di dicembre è sicuramente visitare i mercatini di Natale. Ancora meglio se i mercatini sono quelli della zona mitteleuropea, quindi Alto Adige, Tirolo, Austria, Germania, Alsazia, Slovenia, in cui questa tradizione ha origine.


Io ci sono stata due volte, la prima, quattro anni fa, in Alsazia e Foresta Nera (Strasburgo, Friburgo e Colmar) e la seconda quest’anno, in Alto Adige e Austria (Trento, Merano, Bolzano, Innsbruck, Vipiteno e Bressanone) e penso di poter sottolineare quelli che per me sono i pro e i contro dell’esperienza “mercatini”.
Partiamo dalle cose belle: per chi ama il Natale non c’è nulla di più magico che passare qualche giorno in paesini caratteristici in cui a farla da padrone sono gli aromi di cannella e zenzero e i fumi del vin brûlé, ma anche gli odori di tutte le leccornie tipiche in vendita alle bancarelle. Dai bretzel alle mele candite, dalla cioccolata ai biscottini di panpepato, dai würstel agli stollen, non c’è una cosa a cui soprattutto i più golosi sapranno resistere.

Non da meno sono le architetture tipiche dei posti in cui più radicata è la tradizione del Natale e, con essa, quella dei mercatini. Colmar e Vipiteno, in particolare, sembrano i classici paesini delle fiabe: tetti spioventi, case in colori pastello, angolini caldi e accoglienti e tante caffetterie in cui degustare un caffè o una cioccolata calda.

A Innsbruck io mi sono concessa una pausa tè allo storico Café Sacher, della stessa proprietà dell’Hotel Sacher di Vienna, dove fu creata per la prima volta l’omonima e famosissima torta. Mi sembrava di essere fuori dal tempo, immersa in un’ atmosfera imperiale, forse per l’arredamento, forse perché a Innsbruck il Café Sacher ha sede al piano terra della Hofburg, il palazzo usato come residenza estiva dagli imperatori austriaci e dalle loro famiglie. Purtroppo sono a dieta e ho resistito alla loro mitica Sacher, me la sono solo fatta prestare per fare la foto da un bambino italiano seduto vicino a me. Lui mi ha poi detto che era ottima e non stento a crederlo, infatti a tre giorni dal mio rientro mi porto il rimpianto di non averla assaggiata.

È anche vero però che già mi ero concessa un delizioso panino con lo speck per pranzo, consumato passeggiando per vicoli e negozi della città austriaca alla ricerca di decorazioni particolari per la mia casa e il mio albero.

E qui arriviamo al capitolo shopping. Resistere all’impulso di comprare l’impossibile non sarà facile. Vedrete cose così tipiche, caratteristiche e carine che vi innamorerete praticamente di tutto. Preparatevi quindi all’idea di sforare il budget preventivato.

Il gioco comunque varrà la candela perché girare per negozi vi permetterà anche di esplorare città nuove e graziose. Copritevi bene e munitevi di sciarpa, cappello e guanti perché in quelle zone le temperature sono molto rigide. E se dovesse nevicare, prendetela con filosofia: la neve non fa che accrescere la magia dei luoghi e del viaggio.

Queste le cose belle, ma ora vorrei sottolineare due grandi contro, a mio parere, dei mercatini di Natale.

Il primo è purtroppo l’uniformità dell’offerta dei mercatini. Si somigliano molto tra loro, io non ho riscontrato grandi differenze tra quelli alsaziani e quelli austriaci. Quindi forse, visto uno, visti un po’ tutti. L’esperienza si può comunque ripetere, magari può essere una scusa per visitare e conoscere posti nuovi, però non aspettatevi di trovare articoli, stand e cibi molto diversi da quelli già visti la prima volta.

L’altra cosa che non mi è piaciuta né la prima volta in Alsazia, né la seconda, pochi giorni fa, in Alto Adige è la ressa. Sì perché praticamente tutti i tour operator organizzano il tour mercatini a cavallo dell’Immacolata e le località sono quindi super affollate. A me è stato insegnato che è meglio evitare sempre, per quanto possibile, le situazioni di calca. Credo che l’insegnamento valga a maggior ragione di questi tempi in cui facciamo i conti quasi quotidianamente con le minacce terroristiche.
Ecco, io a Colmar in particolare, tre anni fa, mi sono spaventata. La cittadina è piccola e in diverse zone e diversi mommenti si camminava a fatica. Io e l’amica con cui viaggiavo abbiamo preferito toglierci da quella situazione e ci siamo chiuse in una caffetteria fino a quando non era giunta l’ora di ripartire.
Io non so se sarebbe ipotizzabile per il tour operator scaglionare le partenze in modo da dare anche più scelta di date ai loro clienti, so però che i mercatini sono generalmente aperti da fine novembre al sei gennaio e andarci tutti negli stessi 2/3 giorni mi sembra una stupidaggine bella e buona.

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