Lucio Fontana “Ambienti/ Environments”: esperienza luminosa

Prima di portare i bambini a vedere una mostra, sebbene come mamma sponsorizzi molto qualsiasi evento culturale, ho sempre valutato cose alla loro portata o di loro interesse. Nel scegliere Lucio Fontana, una delle figure più rilevanti della scena artistica internazionale del XX secolo, è stata un po’ una scommessa per vedere la reazione dei miei figli di fronte alle sue opere meno convenzionali. Successo assoluto! Anzi devo essere sincera nell’ammettere che la presenza dei bambini ha fatto vivere anche a me la mostra con occhi diversi, amplificandone la sensazione di stupore e meraviglia.

La mostra “Ambienti/Environments”, Hangar Bicocca – fino al 25 febbraio, riunisce alcune tra le opere più sperimentali di Fontana. Il suo percorso di studio indaga la connessione tra spettatore e spazio circostante e il concetto di spazio inteso come parte dell’opera stessa, come ambiente esperibile. La mostra raccoglie materiali rinvenuti negli archivi della Fondazione Lucio Fontana. Alcuni “Ambienti Spaziali” erano già andati in mostra ed erano stati elogiati dal pubblico con l’eloquente titolo di giornale del 26 febbraio del 1949: “Fontana ha toccato la luna”. Altri “ambienti” sono invece materiale inedito che per la prima volta viene presentato al pubblico.

La mostra si snoda tra diversi contenitori che esternamente sono delle piccole “scatole buie” ma, appena si varca la soglia, si ha la sensazione di entrare in uno spazio incantato dove la luce è assoluta protagonista. Stanze, corridoi, cunicoli e labirinti prendono forma attraverso il disegno di raggi luminosi, neon colorati e vernici fluorescenti ed è proprio la luce a trasformare lo spazio, a plasmarlo diventando un elemento organico e tangibile.

Ogni stanza è diventata un gioco di scoperta e sperimentazione in cui i bambini si sono immersi con occhi pieni di meraviglia, nascondendosi, tuffandosi, gattonando, toccando, sentendo per capire in quale elemento ci trovavamo, capirne la forma, testarne la consistenza.

Definirei “Ambienti/Environments” più che una mostra, un’esperienza visiva, tattile e percettiva o come disse Fontana stesso: “né pittura, né scultura, forma luminosa nello spazio – libertà emotiva allo spettatore.”… “vogliamo che il quadro esca dalla sua cornice e la scultura dalla sua campana di vetro. Con le risorse della tecnica moderna, faremo apparire nel cielo: forme artificiali, arcobaleni di meraviglia, scritte luminose.”

Ed è proprio la meraviglia che ho provato e visto nei miei bimbi e la libertà di vivere l’arte in un modo più empatico. Il mio “Ambiente” preferito? Naturalmente la stanza tutta rosa Pepper!

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