Eugenio Medagliani e il suo tempio per la cucina

Medagliani, un nome che ho sentito più volte dire da mio papà da piccola, quando raccontava dei suoi anni universitari. Si perché Eugenio Medagliani, chimico di formazione, era un collega e un suo caro amico e dopo la laurea ha deciso di percorrere le orme paterne e del nonno, per proseguire l’attività di famiglia.

L’Alberghiera Medagliani è un’attività storica a Milano, nata nel lontano 1860, è un punto d’incontro e di riferimento per ristoratori, cuochi e professionisti della cucina, oltre che per le folte schiere di appassionati dei fornelli. Entrando si percepisce subito di essere in un vero e proprio tempio dove poter trovare le cose più introvabili: un assortimento ricchissimo di attrezzatura specializzata per cucinare, mille forme e varianti di pentole, dagli utensili più moderni a quelli storici che vengono ancora utilizzati dai grandi chef.

L’anima di questo posto è proprio Eugenio Medagliani che ha saputo, con grande lungimiranza e passione, trasformare lo storico negozio in un’azienda unica nel suo genere, nella quale ha combinato la sua mente scientifica da piccolo chimico all’arte culinaria per produrre favolosa attrezzatura da cucina oggi riferimento di generazioni di cuochi e chef stellati.

Ed è proprio la sua grande passione che trapela in ogni parola: ti sa spiegare e raccontare come è nata la forma e il perché di ogni singola pentola da cucina, dispensando i suoi preziosi consigli agli orecchi di una platea di intenditori che lo vivono come complice assoluto del loro modo di cucinare. Si muove in quel dedalo di scaffali ricolmi di pentole, casseruole, attrezzi e aggeggi di ogni genere pronto a stupire con una risposta minuziosa, la casalinga in cerca di uno stampo per i biscotti dei suoi bimbi o lo chef stellato, regalando a tutti piccole lezioni della sua smisurata scienza.

“Tutti quelli che parlano di cucina non vanno all’essenza, cioè allo strumento, all’utensile. Sanno tutto, ma ad esempio per fare un risotto gli devo spiegare io che cosa devono usare, perchè magari un cuoco non lo sa. Prima dell’ingrediente viene il recipiente.” Infiniti i suggerimenti e gli aneddoti che racconta: lo sapevate ad esempio che dopo aver buttato la pasta nell’acqua salata bollente, andrebbe spenta la fiamma, coperto il recipiente e lasciata la pasta a cuocere per il tempo necessario? Io no ma l’ho scoperto. In questo modo la pasta non viene “agitata” meccanicamente dalla bollitura e non perde il suo amido, ma l’acqua si mantiene comunque ad una temperatura appena inferiore ai 100 C°, sufficiente per cuocerla.

Un negozio che in realtà racconta un mondo e svela molto della personalità vulcanica e appassionata di Eugenio Medagliani, motore e anima dell’azienda che ha lo strumento giusto per arrivare al risultato sperato proprio come se ognuna delle sue pentole fosse parte fondamentale per la riuscita di una formula chimica. Ed è in questo che ritrovo i coloriti racconti di mio papà.

                                                    Via Privata Oslavia, 17, 20134 Milano MI

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