Dalle groupie ai Ferragniz, come è cammbiato il modo di essere fan

Avete notato che le fan di oggi sperano che i loro beniamini sposino un’altra?

Mi spiego meglio: quando eravamo ragazzine noi ragazze nate nei ruggenti anni ’80, i nostri idoli di allora (attori, popstar, componenti di boyband, etc) erano spesso costretti da manager e produttori a tenere il più possibile segreti i loro legami sentimentali perché, se si fosse saputo, per esempio, che Robbie Williams era fidanzato, questo avrebbe comportato un danno d’immagine per il personaggio, facendogli perdere appeal agli occhi delle seguaci.

Ogni fan degli anni ’80/’90 degna di questo nome, infatti, sperava di riuscire un giorno a conquistare il cuore del suo idolo.

Noi eravamo innamorate perse di questi ragazzi e, dunque, gelose delle loro compagne.
A noi scocciava sapere che stavano flirtando con questa o quella, perché ci immaginavamo fidanzate e sposate con loro e cullavamo il sogno di baciare loro in carne ed ossa, non solo i poster usciti da Cioè che avevamo messo in cameretta.

Io a 16 anni sognavo di far innamorare Manolo Bernardo dei Ragazzi Italiani (un pioniere dello shatush, come potete vedere dalla prima foto)  e ebbi un travaso di bile quando trapelò la notizia di una sua liaison con Romina Mondello. L’avrei volentieri investita col motorino, quella gatta morta!

Una delle mie migliori amiche di allora, perdutamente innamorata di Paolo Maldini, detestava invece Adriana Fossa, moglie del difensore del Milan.

In realtà, poi, l’unica della nostra generazione che è davvero riuscita a fare il “colpaccio” di sposare l’uomo di cui aveva il poster sul letto è stata, qualche anno dopo, Katie Holmes ma, vista la “simpatia” del personaggio e le vicende con Scientology, direi che nemmeno le è andata così bene.

Addirittura “peggio” di noi avevano fatto, invece, negli anni ’60 e ’70, le cosiddette groupie.

Wikipedia definisce così il fenomeno:
“con il termine groupie si sono identificate, a partire dagli anni sessanta, le ragazze che accompagnavano le rockstar in gran parte delle loro tournée, assecondandone con entusiasmo la vita sregolata e le sfrenatezze sessuali, e divenendo quindi vere e proprie componenti del loro entourage. Le groupie erano delle fan molto giovani (anche minorenni), le quali, oltre ad amare particolarmente la musica di un certo rocker o addirittura di diversi artisti, li seguivano nei loro tour, irresistibilmente attratte dal loro carisma, diventandone infatuate sostenitrici e intime amiche.”
Non è un segreto per nessuno, credo, che le groupie si concedessero anche fisicamente alle star o alle band che seguivano.

Nell’anno del Signore 2017 invece le cose sono molto cambiate rispetto ai libertini anni ’60 e ’70 e ai favolosi ’80 e ’90. Non solo non è più consigliato alle star di mantenere la riservatezza sulla loro vita sentimentale, ma addirittura essa è sbandierata sui social network e le fidanzate ufficiali diventano protagoniste importanti della carriera e della vita pubblica degli artisti.

È come se le fan di oggi non bramassero più lui, l’idolo, ma la coppia. Fanno il tifo per la loro storia, sperano nel matrimonio tra lui e lei e si disperano se e quando la coppia si lascia.
È il caso di Fedez-Ferragni, ma anche dei Brangelina, e delle numerose coppie tronista-corteggiatrice nate a Uomini e Donne e ne sono la prova le scene di giubilo in tutto il regno per la proposta di matrimonio fatta da Fedez alla Ferragni in diretta all’Arena di Verona e per le puntate di Uomini e Donne in cui vanno in onda le scelte dei tronisti.

Mi viene il dubbio che se oggi Fedez ci provasse con una fan (chiaramente maggiorenne) correrebbe il rischio di sentirsi rispondere: “no scusa, non posso fare questo a Chiara!”.

Ma perché le millennials, nonostante siano molto più sveglie e precoci di quanto eravamo noi alla loro età, non coltivano più il sogno di stare insieme al loro mito?
Perché sono addirittura contente se sta insieme ad un’altra?

Sono diventate meno competitive e più solidali verso un’altra donna (la fidanzata in carica del loro idolo) o sono solo cosi realiste e disilluse da aver capito che, visto che non ce la faranno mai ad arrivare ad un obiettivo così “elevato”, tanto vale fare il tifo per la coppia?

E, soprattutto, non eravamo bellissime e teneramente ingenue noi a pensare che un giorno saremmo potute diventare davvero signore Martin, Pitt, Perry, Williams, Bernardo, Maldini, Di Caprio, etc?

 

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