MADEMOISELLE GABRIELLE “Coco” CHANEL

Va di moda essere femministe: libri, riviste, slogan…tutto a richiamare l’attenzione sul potere e la forza del cosiddetto sesso debole. E’ l’ultima tendenza.

Mi sembra quindi doveroso dedicare qualche parola a una donna che ha rivoluzionato la moda femminile e ci ha liberate per sempre dalle opprimenti costrizioni estetiche alle quali le nostre antenate erano abituate: Gabrielle “Coco” Chanel.

Come era solita ripetere: “Realizzo capi nei quali le donne possano vivere, respirare e sentirsi comode”… le sue creazioni furono all’avanguardia per l’epoca, eliminò i corsetti, le stringhe e i fronzoli e li sostituì con abiti realizzati in morbido jersey; introdusse l’utilizzo dei pantaloni femminili e propose per prima i maglioni a strisce, rubati questi ultimi, alle uniformi dei marinai francesi.

Ebbe l’idea di trasformare il nero da colore riservato al lutto a simbolo di eleganza e creò uno stile pratico ma allo stesso tempo chic, grazie a un indiscutibile talento creativo unito a una grande abilità sartoriale, acquisita grazie agli insegnamenti delle suore dell’orfanotrofio di Aubazine, dove il padre l’aveva abbandonata in seguito alla morte della madre.

Ma al di là dell’incredibile eredità lasciata al mondo della moda, con tutti i simboli inconfondibili del suo personalissimo stile (basti pensare al tubino nero, ai tailleur di tweed, ai lunghi fili di perle, alla borsetta trapuntata, le scarpe bicolore e infine il profumo N°5!) quello che più mi affascina è la forza straordinaria di questa donna che, nata povera nella Francia rurale di fine ottocento, è riuscita a creare un mito, un sogno, una leggenda.

“La mia vita non mi soddisfaceva, quindi me ne sono creata una su misura”. E se vi capiterà di leggere una delle tante biografie a lei dedicate, scoprirete una vita davvero avventurosa, vissuta sempre con grande slancio, ricca di amori passionali e di amicizie con le maggiori personalità artistiche del ‘900 (l’elenco è impressionante: Cocteau, Max Jacob, Stravinsky, Picasso, l’impresario dei balletti russi Diaghilev, solo per citarne alcuni) fino a un suo presunto coinvolgimento in una storia di spionaggio, sul finire della seconda guerra mondiale!

Ecco, mi sembra che la sua storia personale possa creare interesse nell’ambito diquesta nuova “sensibilità al femminile”: il suo spirito indipendente, la sua tenacia nonostante i rifiuti e le difficoltà degli inizi, il suo stretto legame con il mondo della cultura e dell’arte, insieme alle sue creazioni di moda così geniali e ancora oggi così attuali, fanno di lei il simbolo per eccellenza della donna moderna.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi